Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Ultra Femme Cher Aliexpress nike Rose Pas Cortez chaussure W29EIHDY
Vaporx De Cr7 Performance Academy En Foot 12 Chaussures Nike Ic 0XOkwP8n

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.
Chaussures Chaussure Baskets Achat Nike La Vente Mode Homme A D9E2IYWH

Corrispondenza

Per la corrispondenza scrivere a:
Istituto Programma ComunistaCasella postale 272 - Poste Cordusio 20101, Milano.
Per brevi comunicazioni o per inviarci i vostri ordini (testi, giornali, articoli etc.) potete anche utilizzare il seguente indirizzo di posta elettronica
[email protected]
SneakersClassic Runner Blubianco TrainersAsics Oc Donna 3R5AjL4q
Contatti
Chaussure Kobe Noir Bryant nike Gris Et 11 Basket De 76vbyYfg
0
Giovedì, 03 Gennaio 2019
Chaussure Kobe Noir Bryant nike Gris Et 11 Basket De 76vbyYfg
SoldesDe Running Free Rn Basketball Nike Chaussure zMGSVqUp

Divisioni e polemiche nel campo proletario

Succede che, periodicamente, la storiografia – sia quella ufficiale, istituzionale, sia quella, non meno becera, che si definisce “di sinistra” – torni sulla questione della “nascita del Partito Comunista d’Italia”, nel gennaio 1921 a Livorno, lamentando il fatto che la scissione avvenuta allora dal Partito Socialista Italiano avrebbe “indebolito” il fronte proletario e aperto così – complice naturalmente il “settarismo bordighiano” – la strada all’avvento del fascismo. Ci siamo più volte occupati di queste valutazioni che – di fonte opportunista o sedicente “sinistra” – mostrano tutta la propria insipienza e incapacità di comprendere i meccanismi della dialettica sociale che stanno alla base di queste dinamiche: specie poi se la polemica si applica all’oggi. Vale la pena però ripubblicare quest’articolo, intitolato per l’appunto “Divisioni e polemiche nel campo proletario”, uscito su Stato Operaio il 20 marzo 1924 (quando cioè la direzione di sinistra del PCd’I era ormai stata esautorata dall’incipiente stalinismo, a favore del “centro” togliattiano-gramsciano) e firmato “Amadeo Bordiga”, perché chiarisce in maniera inequivocabile come stavano (e stanno) le cose. I “fatti di Palazzo d’Accursio a Bologna”, citati nell’articolo, …

14 Low Cher Pas De Rose Basketball Nike Chaussures Lebron Homme drCthQs

Di questo argomento si sente spesso parlare. Molti borghesi sembrano deplorare le scissioni nel campo operaio e socialista attribuendo ad esse i nostri insuccessi; mentre se mai se ne dovrebbero compiacere… Molti lavoratori, poi, ed è di questi che ci preme, sono proclivi a credere che in realtà le divisioni in tendenze e partiti diversi nel campo del proletariato abbiano facilitato il compito della reazione, quando addirittura non ritengono che le divisioni sono dovute soltanto ai dissensi personali e alla concorrenza dei capi. Da questo stato d’animo sorge la sfiducia e la rinunzia ad ogni attività di classe da parte di un certo numero di lavoratori, conseguenza deplorevole e pericolosa.

Faremo al proposito solo alcune brevi e semplici osservazioni. Anzitutto, non è vero che il fascismo abbia vinto in seguito alle scissioni del vecchio partito socialista. Tutti riconoscono che il periodo più favorevole alle lotte operaie è stato quello che va dal principio del 1919 all’autunno del 1920, epoca della occupazione delle fabbriche. Il periodo successivo, che si apre clamorosamente con i fatti di Palazzo d’Accursio a Bologna, il 21 novembre 1920, è quello dell’avanzata fascista e della ritirata proletaria. Ma la sconfitta del settembre di quell’anno, coronando una serie di errori commessi nei momenti più importanti e decisivi, costituisce già la condizione irreparabile del proletariato. Fin allora il fascismo si è organizzato silenziosamente, mentre la politica democratica dei Nitti e Giolitti, favorita dal collaborazionismo dei capi socialisti al parlamento e nelle organizzazioni economiche, ha deviato la minaccia incombente del proletariato. Dopo il colpo mancino Giolitti-D’Aragona, grazie al quale i lavoratori senza un colpo di fucile sono abilmente fatti sloggiare dalle fabbriche occupate (e questa non è solo una nostra opinione, ma una confessione dei riformisti CHE SE NE SONO VANTATI), il fascismo può spiegare in campo aperto le sue forze e iniziare le spedizioni punitive in grande stile.

Tutte le cause della sconfitta, lo mostrano le date, non sono dunque nelle divisioni, ma nella falsa ed equivoca unità del vecchio partito. Comprendendo comunisti e riformisti, avvicinandosi nelle solite alleanze esteriori anche con anarchici e sindacalisti, esso dava alle masse la falsa impressione di una preparazione e di una mobilitazione che in realtà non esistevano, mentre il prevalere dei destri negli organismi sindacali, il facile e pericoloso entusiasmo per i grandi successi nelle elezioni parlamentari e amministrative sabotavano ogni effettivo lavoro rivoluzionario. Su questo abisso che si scavava, il falso estremismo massimalista stese un velo, che impedì alla gran massa del proletariato di scorgerlo a tempo.

Lo scorsero a tempo i comunisti, colla loro critica all’andazzo di allora, che in un primo tempo sperò di farsi strada (non però nella modesta opinione di chi scrive) col convincere la pretesa maggioranza rivoluzionaria del partito a liquidare gli equivoci e agire con maggiore serietà, poi dovette indirizzarsi a preparare ed effettuare la costituzione di un vero partito rivoluzionario, attraverso la inevitabile scissione. Ci spingevano a questo gli insegnamenti di molti partiti e di molti episodi: i grandi partiti unitari, come quelli di Germania, di Francia, d’Austria ecc., falliti vergognosamente allo scoppio della guerra mondiale, la vittoria rivoluzionaria in Russia perché il partito bolscevico si era separato a tempo da tutte le correnti equivoche e falsamente rivoluzionarie (socialisti, populisti, menscevichi, social rivoluzionari, ecc. ecc.), più tardi la sconfitta ungherese dovuta alla improvvida unione dei comunisti coi socialdemocratici, che sabotarono la dittatura operaia e così via.

Fare la scissione, unica via per sanare le colpe del vecchio partito, esigeva questo: prepararla nel vecchio partito, convincerne la Terza Internazionale che in un primo tempo poteva credere sincera l’adesione del partito socialista deliberata a Bologna, proclamarla, organizzare il nuovo partito, poi servirsi di questo per strappare le masse alla influenza dei capi riformisti o dare ad esse un inquadramento autonomo. Dall’estate del 1920 si è fatto questo lavoro; non si poteva più ARRIVARE PRIMA DEI FASCISTI, non diciamo alla rivoluzione proletaria, ma ad una effettiva mobilitazione offensiva-difensiva della classe operaia. La scissione dunque NON HA FATTO MALE: bensì NON FA POTUTO FARE TUTTO IL BENE CHE DOVEVA PERCHÈ AVVENUTA TROPPO TARDI.

Tutti i fatti posteriori alla scissione, che qui non esaminiamo, ma che siamo pronti a discutere con compagni e lavoratori che serbino dubbi in proposito, confermano questo. La stessa scissione di Roma tra massimalisti e riformisti, avvenuta alla vigilia del trionfo del fascismo, dimostra come i massimalisti, ritardando col loro equivoco contegno una soluzione inevitabile, e avvalorando la tesi di una unità così falsa che nemmeno essi hanno potuto mantenerla, sono stati i veri responsabili del disastro; si prova facilmente come fino al luglio del 1922 essi si sono comportati come i protettori della dittatura riformista nella Confederazione e nella Alleanza del Lavoro.Chaussure Kobe Noir Bryant nike Gris Et 11 Basket De 76vbyYfg

Il dovere dei comunisti, perché il proletariato tragga almeno utili lezioni da così terribili prove, è di sviscerare queste responsabilità e chiamare a riconoscerle tutti i lavoratori, anche quelli che in perfetta sincerità si sono illusi. Il trionfo del fascismo non è che la conferma che i soli mezzi efficaci di lotta operaia sono quelli da noi comunisti sostenuti; ogni più semplice lavoratore, più che capirlo, lo constata oggi ad ogni momento.

Diremo solo un’ultima cosa della polemica tra socialisti e comunisti: a parte tutti questi argomenti, a parte la superiorità che ci deriva dal sostenere oggi le stesse cose che sostenevamo ieri e sempre, vi è un’altra considerazione assai facile da intendere. Noi accusiamo i socialisti di destra e sinistra di essere più o meno chiaramente responsabili della reazione borghese e troppo tiepidi difensori degli interessi proletari contro i padroni: picchiando su di essi, battiamo su di un’incudine il cui ceppo è la borghesia e sono i partiti che stanno successivamente a destra dei socialisti, per dirla in maniera materiale. Invece, attaccando noi, spargendo veleno contro i comunisti, contro la Terza Internazionale, contro la Russia proletaria, è chiaro che i signori socialisti non hanno e sanno di non avere altro bersaglio che movimenti o istituzioni chiaramente ed esclusivamente basati sulla classe lavoratrice, su quella che ne è l’avanguardia, non solo come capacità e coscienza rivoluzionaria, ma come decisione nella lotta e disposizione ad affrontare senza tema i colpi più diretti dei nemici del proletariato.

Il lavoratore che giudica la polemica tra il giornale comunista e quello socialista, anche prima di essersi reso conto di tutte le questioni, alle volte abbastanza complesse e difficili, se vuol anche diffidare per principio e fino a prove esaurienti degli uomini che dirigono i partiti e scrivono i giornali, deve essere avvertito dal suo istinto di classe che non possiamo mai essere noi a fare il gioco della borghesia e a danneggiare per fini poco belli LA VERA ED EFFICACE unità delle masse: l’unità per la lotta e per la rivoluzione.

Amadeo Bordiga

 

Partito comunista internazionaleChaussure Nike De Aa4079 Running Lunarsolo Pour Fqo5xqwt Homme 005 dCtQsrh

                                                                           (il programma comunista)

Run Innovativa TranscendLa Scarpe Più Tra Le Da Running Brooks 0wOPkn8

International Press

 

                    

Elite Cher Basket De Nike 9 Femme Achat Pas Kobe Chaussure Or Noir cTFJ1Kl

            

 

Pubblicazioni recenti

 

     
       

 


Tweet Follow @twitterapi Chaussure Kobe Noir Bryant nike Gris Et 11 Basket De 76vbyYfg
Chaussure Kobe Noir Bryant nike Gris Et 11 Basket De 76vbyYfg
Copyright © Partito Comunista Internazionale: [email protected] Chaussure Kobe Noir Bryant nike Gris Et 11 Basket De 76vbyYfg
Torna all'inizio

Informativa 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.  Chaussure Kobe Noir Bryant nike Gris Et 11 Basket De 76vbyYfgPer saperne di piu'